INTOLLERANZE ALIMENTARI

NUTRACEUTICA

Food Detective™

Scoprilo, fai subito il test!

Questo sito internet è concepito per fornire consigli su come modificare con successo il proprio regime alimentare basandosi sul risultato del test Food Detective™. Molte persone con intolleranze alimentari possono scoraggiarsi quando scoprono quali cibi devono evitare. Ad ogni modo, al di là dei risultati, bisogna mantenere possibilmente una dieta equilibrata, variata e soddisfacente. Il nostro obiettivo è di aiutarti fornendoti informazioni delle quali potresti avere bisogno nel percorso di miglioramento della tua salute. Per ottenere i migliori risultati è importante che tu legga questo opuscolo scrupolosamente e che pianifichi attentamente la tua dieta prima di iniziare con il nuovo regime alimentare.

Ti capita di avere delle reazioni agli alimenti che assumi?

L’intolleranza alimentare di solito non pone le persone in pericolo di vita, ma può far sentire il malato estremamente male. I sintomi dell’intolleranza alimentare possono essere ritardati di molte ore o addirittura di giorni, e per questo spesso è difficile identificare i cibi problematici.

Quali sono i sintomi?

Le intolleranze alimentari potrebbero causare diversi sintomi, incluso:
• Ansia (acuta o cronica)
• Artrite
• Asma
• Disturbo da deficit di attenzione
• Enuresi notturna
• Gonfiore, edema
• Bronchite
• Morbo celiaco, celiachia
• Sindrome della fatica cronica
• Costipazione, stitichezza
• Fibrosi cistica
• Depressione
• Diarrea
• Fibromialgia
• Gastrite
• Mal di testa
• Disturbo da iperattività
• Malattia infiammatoria intestinale cronica
• Insonnia
• Sindrome dell’intestino irritabile
• Problemi di prurito della pelle, irritazioni cutanee
• Malassorbimento
• Emicrania
• Problemi di controllo del peso
• Agitazione notturna
• Ritenzione idrica

Chi soffre di intolleranze alimentari lamenta frequentemente letargia o ‘nebbia mentale’ e una sensazione generale di malessere. Questi sintomi spesso persistono per molti anni. I malati riferiscono regolarmente che le visite dai loro medici non hanno risolto i loro problemi e, in molti casi ,i loro sintomi vengono liquidati come se ‘tutto fosse nella loro mente’.

FOOD DETECTIVE™ E’ FACILE E VELOCE DA USARE

Food Detective™ è un test di autodiagnosi per le intolleranze alimentari che può essere utilizzato tranquillamente a casa propria. Non bisogna recarsi dal medico o aspettare settimane per ricevere i risultati da un laboratorio. Usare Food Detective™ non potrebbe essere più semplice, grazie alle istruzioni che guidano passo passo nel processo di autosomministrazione del test. I test Food Detective™ rilevano le intolleranze a 59 diversi cibi. Per svolgere il test è sufficiente prelevare una piccola quantità di sangue attraverso il pungidito, diluirla e inserirla nel supporto che viene dato in dotazione con il test Food Detective™ (che contiene piccole quantità di estratti di proteine del cibo). Nei passaggi successivi, l’utilizzo del rilevatore e delle soluzioni di sviluppo permette di individuare le eventuali intolleranze attraverso la comparsa di uno o più puntini blu sul supporto. Facendo riferimento all’elenco dei cibi che si trova con le istruzioni di utilizzo, sarà possibile individuare ogni alimenti al quale si potrebbe essere intolleranti.

UTILIZZARE I RISULTATI DEL TEST

In base ai risultati che si ottengono dal test, si possono apportare delle modifiche al proprio modello alimentare. Se il test verifica la presenza di alcune reazioni positive, significa che abbiamo una elevata reazione anticorpale ad un determinato alimento. La reazione può essere lieve, moderata o forte.
E’ consigliabile eliminare quei cibi che hanno mostrato una reazione lieve, moderata o forte al test per almeno tre mesi.
Nel caso di molti risultati positivi, potrebbero essere azzardato eliminarli tutti insieme in una sola volta e pertanto consigliamo di procedere così:
– evitare quei cibi che hanno dato una reazione moderata e forte,
– ruotare quei cibi che hanno dato una reazione lieve.
Ruotare i cibi significa non mangiare un determinato alimento più di una volta ogni 4 giorni. Per esempio: per ruotare il grano si potrebbe inserire nella dieta il pane di frumento il primo giorno, una tortina di avena il secondo, pane di mais il terzo, pane di segale il quarto, pasta il quinto, e così via.

Alcune persone possono sentirsi peggio per alcuni giorni dopo aver eliminato un determinato cibo e anche se può essere difficile continuare a rinunciare a certi alementi è necessario perseverare. Il cibo reattivo deve essere sostituito con altri cibi che non provocano reazione (alcune idee verranno fornite più avanti in questo opuscolo). Provare cibi nuovi può aiutare a fare diminuire la voglia del cibo tradizionale e aggiungere nuovi piaceri alimentari alle proprie abitudini.
La maggior parte delle persone trova sollievo dai sintomi nel periodo compreso tra uno e tre mesi dopo avere eliminato dalla dieta quei cibi per i quali si verificava una reazione di anticorpo alimentare.

Ho fatto il test, che cosa faccio adesso?

Dopo aver ottenuto i tuoi risultati con Food Detective™ è importante che ti prenda del tempo per valutare i tuoi prossimi passi. Lo schema riportato di seguito riassume le varie fasi del percorso e suggerisce come assicurarsi di beneficiarne al massimo della consapevolezza ottenuta attraverso il test. Qualsiasi sia il risultato, raccomandiamo fortemente che ogni modifica significativa alla tua dieta venga effettuata sotto la supervisione di medici adeguatamente qualificati.

– Fai il test Food Detective™
– Prendi visione dei risultati e fai una revisione
– Analizza il significato dei risultati ottenuti
– Leggi le informazioni sull’opuscolo dietetico
– Considera di modificare la tua dieta, consultando degli esperti
– Porta avanti i cambiamenti al tuo regime alimentare
– Monitora il miglioramento dei tuoi sintomi
– Considera di reintrodurre determinati alimenti

PRIMA DI CAMBIARE LA DIETA

Nutrizione e salute vanno di pari passo e ci sono delle regole standard che bisogna seguire prima di modificare il regime alimentare.

>> In caso di sussistenza di condizioni patologiche, in caso di gravidanza o in convalescenza è consigliabile discutere di un eventuale cambio del regime dietetico con il proprio medico o con uno specialista dell’alimentazione.

>> Per quanto possibile, è meglio pianificare i propri pasti in anticipo, raccogliendo idee di ricette da usare utilizzando gli alimenti ai quali non si è risultati positivi. Inoltre, fare la spesa in anticipo aiuta a non preoccuparsi troppo di cosa mangiare oggi.

>> Si deve tenere ben presente la gamma dei cibi che si possono assumere senza problemi. Se si è intolleranti ad alcuni cibi, ce ne saranno molti altri non-reattivi che si potranno consumare liberamente. Piuttosto che concentrarsi su quello che NON si può mangiare, è meglio concentrarsi su tutte le buone cose che si possono assumere.

>> Quando si deve eliminare un alimento dalla dieta, è bene sostituirlo con un altro dello stesso gruppo alimentare verso cui non si è mostrato reazioni.

>> E’ bene continuare a evitare di assumere un determinato cibo che si percepisce avere un effetto negativo sulla propria salute, anche se questo dovesse essere risultato negativo al Test. Si devono esaminare bene i prodotti che si comprano, perché possono contenere sostanze per le quali abbiamo appurato avere un’intolleranza. Spesso, nei prodotti commerciali alimentari, sono presenti ingredienti che possono dare fastidio e scatenare reazioni. E’ meglio perciò leggere sempre bene le etichette.

>> E’ importante continuare ad avere una dieta sana, equilibrata e nutriente. Assumere una vasta gamma di cibi permette di venire a contatto con diverse sostanze nutritive e riduce il rischio di ulteriori intolleranze.
L’IMPORTANZA DI UNA DIETA SANA E NUTRIENTE

Il tuo regime alimentare ha un impatto diretto sulla tua salute. Seguire una dieta bilanciata è raccomandato poiché può aiutare a prevenire le malattie. Una dieta equilibrata deve includere un apporto regolare di proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali.

>> Proteine
Le proteine sono i mattoni che costruiscono la salute, e sono fondamentali per la crescita e la riparazione dei tessuti. Svolgono un ruolo vitale praticamente in ogni processo del corpo, come la contrazione muscolare, la produzione di enzimi, la protezione immunitaria, e la salute della pelle e delle ossa. Le proteine possono anche rappresentare una fonte di energia. Mentre alcune proteine sono presenti in qualsiasi alimento che assumiamo: carne, pesce, pollame, uova, soia, legumi, frutta secca e prodotti caseari sono ricchi di proteine.

>> Grassi
I grassi sono coinvolti in molti processi organici e sono essenziali per mantenere le pareti cellulari ed il tessuto nervoso. Rappresentano anche una buona fonte di energia e aiutano ad assorbire alcune vitamine. Nonostante i grassi siano importanti nella nostra dieta, è necessario ingerire la giusta tipologia di grassi.
I diversi tipi di grassi sono:
– Grassi polinsaturi (contenuti nell’olio di girasole, nell’olio di mais e nell’olio di arachidi, nella frutta secca, nei semi, nell’avocado e nel pesce azzurro).
– Grassi monoinsaturi (contenuti nelle olive e nell’olio di colza).
– Grassi saturi (contenuti nella carne rossa, nelle salsicce, nel burro, nei formaggi, nelle creme, nell’olio di palma e in quello di cocco).
– Grassi trans (contenuti in torte e biscotti, nel cibo spazzatura dei fast-food e nei prodotti da pasticceria. Sono grassi vegetali alterati durante i processi di lavorazione degli alimenti.
La scelta più salutare è quella di aumentare l’assunzione di grassi monoinsaturi e polinsaturi spremuti a freddo, e di ridurre l’assunzione di grassi saturi e grassi trans. I grassi saturi e trans tendono ad aumentare il rischio di malattie cardiache, mentre invece quelli insaturi aiutano a prevenire queste problematiche. I grassi insaturi rappresentano inoltre una buona fonte di acidi grassi essenziali, che il corpo non può produrre da solo.

>> Carboidrati
Carboidrati è il termine generico per l’ampia varietà di amidi e zuccheri presenti nella nostra dieta.
Sono una principale fonte di energia grazie al loro rapido rilascio e utilizzo da parte dell’organismo.
I diversi tipi di carboidrati sono:
– Carboidrati complessi
o amidi naturali, che si trovano nei cereali integrali, nella verdura, nella frutta e nelle leguminose. Essi vengono scomposti lentamente dall’organismo e forniscono una fonte di energia controllata ed uniforme. Contengono alti livelli di nutrienti e fibre e sono benefici per una sana digestione, promuovono bassi livelli di colesterolo, e riducono il rischio di cancro.
– Carboidrati semplici
o zuccheri, che si trovano nel miele, nella melassa, nella frutta e nei succhi di frutta. Possono causare picchi glicemici (livelli di zucchero nel sangue che salgono e scendono rapidamente), ma ciò può essere gestito se questi sono abbinati con carboidrati complessi e proteine.
– Carboidrati raffinati
sono processati commercialmente e perdono molti dei loro nutrienti. Possono anche causare picchi glicemici (livelli di zucchero nel sangue che salgono e scendono rapidamente). Si trovano nello zucchero da tavola, nei dolcificanti ed edulcoranti, nei dolciumi, nello sciroppo di mais, nei cereali raffinati, nelle torte, nei biscotti, nelle pizze e nelle bevande analcoliche. Questi cibi dovrebbero essere ridotti al minimo assoluto.

>> Vitamine e minerali
Vitamine e minerali sono sostanze nutrizionali essenziali per le normali funzioni corporee, che vanno dalla produzione di energia, dalla crescita e riparazione dei tessuti, dall’equilibrio ormonale, alla salute della pelle e dei nervi. Sono richiesti dal corpo in piccole quantità ma nel giusto equilibrio, che può essere normalmente raggiunto seguendo una dieta sana e nutriente. Questo significa che bisogna mangiare un’ampia varietà di alimenti freschi, quotidianamente, inclusi cibi integrali, cereali, frutta e verdura per avere un adeguato apporto. Il contenuto di vitamine e minerali degli alimenti può essere influenzato dalla freschezza del cibo, da dove è stato coltivato e conservato, e da come viene cucinato. Il miglior consiglio è quello di mangiare il più possibile cibi freschi, biologici, prodotti localmente, e di non cuocere troppo gli alimenti.

Potresti essere intollerante ad alcuni cibi… scoprilo, fai subito il test!

Food Detective™ >> Intolleranze alimentari

ILLUSTRAZIONE DELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI…

E’ noto che il consumo di certi alimenti può avere effetti negativi sul benessere fisico e mentale di alcune persone particolarmente sensibili. Ciò risulta ancora più evidente al giorno d’oggi a causa dell’enorme quantità di cibi trattati che vengono consumati. Un recente lavoro condotto da Atkinson e dai suoi collaboratori, ha evidenziato che anticorpi specifici per alimento – prodotti dal sistema immunitario – e sintomi dell’intolleranza alimentare sono strettamente collegati. L’intolleranza alimentare è associata a una vasta gamma di sintomi sgradevoli ed a molte condizioni croniche. Diversamente da quanto avviene per le allergie, è improbabile che l’intolleranza alimentare comporti un rischio per la vita della persona.
Meno del 2% della popolazione mondiale soffre di allergie alimentari, ma il 45% della popolazione soffre di alcune forme di intolleranza alimentare.
I sintomi spesso si presentano dopo avere mangiato e può essere molto difficile identificare il cibo o i cibi che li provocano. Per esempio, il latte o il pane mangiati in un determinato giorno potrebbero essere causa di disturbi che si verificano anche 3 giorni dopo. Alcuni sintomi relativi a un cibo specifico possono essere provocati da una deficienza enzimatica o da una ipersensibilità chimica, mentre in altri casi potrebbero essere dovuti a una risposta immunitaria anomala. Molte intolleranze alimentari, infatti, sono associate a un’inadeguata risposta immunitaria verso un particolare cibo o verso più cibi. Se le cause di intolleranza alimentare non sono chiare, alcuni sintomi – quali cattiva digestione, disbiosi, candidosi, alcuni parassiti e infezioni intestinali – possono essere significativi. In circostanze normali, questi anticorpi si combinano con le proteine del cibo per formare dei complessi che saranno poi eliminati dal sistema immunitario. Ma se il sistema immunitario è affaticato, tali complessi immonoproteici si accumulano in luoghi come le giunture articolari o il tratto digestivo e producono di conseguenza i sintomi dell’intolleranza alimentare.

>> Apparato respiratorio
Rinite, sinusite e asma.

>> Apparato muscolo-scheletrico
Artrite, dolori articolati, muscolari e debolezza.

>> Apparato gastrointestinale
Vomito, gonfiore addominale, crampi, aerofagia, ritenzione idrica, nausea, stipsi, diarrea, problemi di controllo del peso e coliche.

>> Sistema nervoso centrale
Emicrania, mal di testa, mancanza di concentrazione, cambiamenti d’umore e comportamentali, depressione, ansia, fatica o iperattività.

>> Apparato Dermatologico
Orticaria, dermatite atopica, eczemi, pelle pruriginosa con eruzioni cutanee.

I sintomi possono apparire anche tre giorni dopo avere mangiato il cibo irritante e ‘reattivo’ che crea tali disturbi e possono durare settimane. Perciò, può essere molto difficile identificare quali cibi possono aver provocato tali reazioni. Per individuale le intolleranze può essere utile verificare il livello di anticorpi alimentari presenti in un campione di sangue. Una dieta che elimini tutti quei cibi che ci creano problemi sarà sufficiente per prevenire il verificarsi dei sintomi. Identificare tali cibi è la parte più difficile. Il test Food Detective™ può essere il primo passo verso questo percorso. La presenza di un elevato livello di anticorpi alimentari non rappresenta in sé un problema, ma può aiutarci a identificare quei cibi che possono diventare dannosi. Qualora il test dovesse evidenziare un elevato livello di anticorpi a uno o più cibi specifici, questi ultimi dovranno essere completamente eliminati dalla dieta per almeno tre mesi. Quando i sintomi si saranno ridotti, i cibi eliminati potranno essere reintrodotti, uno alla volta, monitorandone gli effetti. Evitare i cibi che sono stati identificati come positivi dal test Food Detective™ può ridurre i sintomi da essi causati.

Food Detective™

Test professionale per la rilevazione delle intolleranze alimentari, facile da usare con risultati immediati.
Rapido rilevamento degli anticorpi IgG specifici del cibo nel sangue, sia nel siero che nel plasma.

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>>> INTOLLERANZA AL LATTE VACCINO

Se dall’esito del test dovesse comparire una intolleranza al latte vaccino, sarà opportuno eliminare tale alimento dalla dieta o comunque ridurne al minimo il consumo.
Il latte è un’importante fonte di proteine, calcio e vitamine A e B. Se si deve rinunciare al latte, è importante che le suddette sostanze vengano assunte tramite altri cibi.
Alcune persone potrebbero risultare intolleranti anche al latte ovino o caprino, una volta utilizzato come sostituto.

Fonti di proteine del latte

Ecco una lista di prodotti derivati del latte

– Burro
– Olio di burro
– Calcio caseinato
– Caseina
– Casienato
– Formaggio
– Cioccolato
– Panna
– Siero demineralizzato
– Sostituti del grasso
– Lattoalbumina
– Creme light
– Latte in polvere
– Latte scremato in polvere
– Sodio caseinato
– Siero dolce in polvere
– Siero
– Proteine del siero concentrato
– Siero in polvere

I suddetti prodotti si trovano in una vasta gamma di cibi, tra i quali:
– torte, cialde, ciambelle, focaccine, frittelle, pane, pizza, sugo.
– passato di pomodoro, zuppe e creme, pasti pronti, carni lavorate e salse.
– snacks in busta, cioccolate, confetteria.
– creme, budini, formaggi morbidi, yogurt, gelati, salse da spalmare.

Alternative al Latte

Oggi sono disponibili diversi tipi di latte che si possono utilizzare in sostituzione di quello vaccino: per esempio il latte di riso, di soia, di cocco, di patata, di capra o di pecora, di bufalo e di avena. Si può poi usare la crema di noci al posto della panna, il tofu al posto dei formaggi morbidi e Tahini o olio di olive spremute a freddo al posto del burro.
Possiamo assicurarci una buona fonte di proteine, calcio e vitamine A e B consumando un’ampia varietà di cibi, tra i quali: soia, olio di fegato di merluzzo, oli vegetali, sardine, bianchetti, frutta a guscio, carni rosse, frutta fresca, insalata (specialmente quella verde a foglia larga), crescione, spinaci, broccoli, barberosse, fichi, funghi, arance, albicocche, prugne, semi di zucca e legumi.

>>> INTOLLERANZA AL FRUMENTO

Se dall’esito del test dovesse comparire un’intolleranza al frumento, sarà opportuno eliminare tale alimento dalla dieta o comunque ridurne al minimo il consumo.

Fonti di proteine del grano

Non solo il pane, i biscotti e i cereali da colazione contengono frumento, ma anche un’ulteriore vasta gamma di prodotti. Lo si può ritrovare in tutti quei cibi che sull’etichetta riportano i seguenti ingredienti:

– Proteine idrolizzate del grano amp isostaroyl
– Addensante
– Farina bianca
– Farina di castagne
– Pangrattato
– Frumento bulgaro
– Cereali addensanti
– Couscous
– Fecola commestibile
– Proteine idrolizzate del frumento
– Amidi di grano idrolizzato
– Amido modificato
– Farina
– Riso soffiato
– Semolino
– Crusca di frumento
– Estratto di germe di grano
– Grano duro
– Amido alimentare
– Gomma base
– Farina di grano duro
– Grano saraceno
– Germe di grano
– Fiocchi di frumento

Il frumento è spesso usato in alcuni prodotti composti da varie erbe o spezie per mantenere separati gli ingredienti. Alcuni esempi di cibi che lo contengono sono:

– hamburgher, patate al forno, salame, salse, carne o pesce impanati, carne in scatola, pizze, salse commerciali, condimenti per insalate, pancetta, dadi da cucina, lievito in polvere, alimenti in scatola inclusi fagioli, spaghetti e zuppe.
– gelati, bevande in polvere, barrette di cioccolata, liquirizia e la maggior parte dei budini.
– birre di varia tipologia e molte bevande alcoliche.
– i cibi elaborati, le patatine e i cibi dei fast-food in genere contengono frumento, quindi è necessario leggere bene l’elenco degli ingredienti sull’etichetta prima di acquistarli.

Alternative al Frumento

Sebbene il frumento sia un’importante fonte di sostanze nutrienti, vi sono diversi alimenti alternativi che possono fornire quantitativi equivalenti di vitamine e minerali, che pertanto possono essere utilizzati per avere comunque una dieta piacevole, sana ed equilibrata.

– Pane
Il pane senza frumento è oggi ampiamente disponibile. E’ fatto generalmente con farina di riso, di segale o con un mix di farine di patate e mais. Questi tipi di pane contengono una quantità di vitamina B, ferro ed acido folico equivalente a quella contenuta nel pane di frumento. Uno di essi è per esempio il pane nero di segale.

– Pasta
E’ meglio utilizzare pasta di riso, di quinoa, di mais o di grano saraceno, che contengono tutte vitamina B. Anche le tagliatelle sono disponibile su base di grano saraceno o di riso

– Biscotti
E’ disponibile una vasta gamma di biscotti, sia dolci che salati, fatti con mais o avena.

– Cereali da Colazione
Ci sono molti tipi di cereali disponibili che non contengono frumento: come alcuni tipi di muesli, l’avena, il miglio soffiato, le sfoglie di grano saraceno, snack di avena o di quinoa triturata. Ognuno di essi è una buona fonte di vitamina B e di ferro.

Nei negozi specializzati, nei supermercati e su internet è possibile oggi reperire una vasta gamma di prodotti senza frumento.

IMPORTANTE: La dicitura “privo di glutine” non significa necessariamente “privo di frumento”. Si consiglia quindi di controllare bene l’elenco degli ingredienti.

>>> INTOLLERANZA ALL’UOVO

In caso di intolleranza all’uovo, è fortemente consigliato eliminare o ridurre drasticamente il consumo di proteine dell’uovo.
Le uova rappresentano un’importante fonte di proteine e di diverse vitamine e minerali.
Il mancato consumo di uova può comunque essere compensato da altri alimenti contenenti analoghe sostanze.

Fonti di proteine dell’uovo

I derivati dell’uovo possono essere identificati nell’elenco ingredienti dei cibi sotto le seguenti diciture:

– Albumina
– Uovo bianco
– Uovo congelato
– Ovalbumina
– Ovovitellina
– Polvere di uova
– Tuorlo d’uovo
– Globulina
– Ovaglobulina
– Uova pastorizzate
– Proteine dell’uovo
– Uovo liofilizzato
– Livetina
– Ovomucina
– Vitellina

I derivati dell’uovo si possono ritrovare in parecchi prodotti, tra i quali:

– Frittelle, dolci, budini, desserts.
– Piatti pronti.
– Maionese.
– Prodotti da forno, che però nel caso dei prodotti freschi potrebbero non riportare l’elenco degli ingredienti ed è pertanto sempre bene consultarsi con il panettiere.

>>> INTOLLERANZA AL LIEVITO

Se il test dovesse evidenziare un’intolleranza ai lieviti, sarebbe opportuno ridurne o eliminarne il consumo.

N.B.
Il lievito del pane e della birra fanno parte dello stesso gruppo e le persone che sono intolleranti all’uno lo sono in genere anche all’altro.

Tra tutti gli alimenti, il lievito è probabilmente quello più difficile da evitare, in quanto è contenuto in moltissimi cibi, pertanto è bene pianificare con attenzione le diete prive di lievito. Il lievito vivo è usato nella preparazione di quei cibi e in quei processi in cui lo zucchero si trasforma in diossido di carbonio e alcol. E’ una buona fonte di vitamina B che può essere ottenuta però anche da altri cibi, come carne, pesce, grano duro, frutta a guscio e insalata a foglia larga. Le diete prive di lievito devono evitare quegli alimenti che ne sono una fonte naturale, ma anche quei cibi che lo contengono come ingrediente aggiunto. Una dieta povera di zuccheri può portare dei benefici prevenendo la proliferazione delle cellule del lievito nei processi digestivi.

Fonti di Proteine del Lievito

– Pane, basi per pizza, croissants, ecc.;
– Estratti di lievito come marmite, vegemite, bovril, dado da cucina e intingoli vari;
– Cibi fermentati e bevande come birra, vino, sidro, aceto, salsa di soia e condimenti;
– Aceto, ketchup e salsa chilli;
– Formaggi molli, come Brie e Camembert;
– Latte maltato, birra fatta in casa;
– Funghi;
– Frutta secca;
– Succhi di frutta (solamente i succhi di frutta fatti al momento non contengono lieviti);
– Alcun integratore nutrizionali.

Sostituti del lievito

– La salsa di soia può essere sostituita con olio di sesamo tostato;
– Champagne, tequila, gin e vodka dovrebbero essere teoricamente privi di lievito;
– Il pane di soia è privo di lievito, come pure le torte di riso, le torte di avena e il pane nero di segale;
– L’aceto può essere sostituito con il succo di limone.
>>> INTOLLERANZA ALLA SOIA

In caso di intolleranza alla soia è opportuno ridurne il consumo o eliminarla del tutto dalla dieta. La soia è molto gradita dai vegetariani in quanto è un’ottima fonte di proteine, ha un basso contenuto di grassi saturi e non contiene colesterolo.
Eliminandola, è opportuno che le sue proteine vengano reintegrate tramite altri cibi.

Fonti di Proteine della Soia

– Soia tritata
– Farina di soia
– Crema di soia
– Miso
– Olio di soia
– Formaggi di soia
– Cibi pronti a base di soia
– Lectina di soia
– Proteine isolate della soia
– Yogurt di soia
– Gelato di soia
– Latte di soia
– Germogli di soia
– Margarina di soia
– Fiocchi di soia
– Salsa di soia
– Tamari
– Tempeh
– Tofu
– Natto
– Yuba

Gli ingredienti sopra riportati si possono trovare in molte varietà di cibi, tra i quali:

– Piatti pronti vegetariani e piatti a base di carne
– Prodotti di “carne” vegetariana.
– Alcuni tipi di pane.
– Cibi in scatola.
– Biscotti, alimenti congelati, pizza e spaghetti.
– Cioccolata, cereali per colazione, gelati, margarina.

E’ molto importante controllare bene l’elenco degli ingredienti.
Oltre al latte vaccino, ci sono molti altri tipi di latte che possono sostituire il latte di soia: come latte di riso, latte di cocco, latte di patate e di avena.
L’apporto di proteine che viene a mancare lo si può reintegrare assumendo carne, pesce, uova, e cereali, oltre a tutti quei legumi che crescono in baccello, come fagioli, fagiolini, piselli e lenticchie.

>>> CONTROLLARE LA PROPRIA DIETA E I PROPRI SINTOMI

Alcune persone trovano molto utile tenere un diario del cibo consumato e dei sintomi che sperimentano, per monitorare gli eventuali miglioramenti.
Tenendo bene sotto osservazione i cibi che si assumono e i relativi sintomi (sia in meglio che in peggio) si può pianificare un modello di dieta pertinente al proprio caso.

>>> RE-INTRODUZIONE DEI CIBI

Al massimo dopo tre mesi, una volta scomparsi i sintomi, si può provare e reintrodurre i cibi che davano reazione.
Il processo deve essere graduale. Bisogna aggiungere un cibo alla volta e controllare i sintomi per un periodo di cinque giorni. Se la sintomatologia dovesse ricomparire, si può dedurre che quell’alimento rappresenta ancora un problema per il nostro corpo e va evitato ancora per un mese o due.
Se invece non compare nessun sintomo, si può continuare a mangiare quell’alimento. Si può inoltre cominciare ad assumere un altro degli alimenti reattivi sempre prestando attenzione ai sintomi per altri cinque giorni.

>>> EVITARE L’INSORGENZA DI NUOVE INTOLLERANZE

Cambiando la dieta e inserendo nuovi cibi, è possibile sviluppare ulteriori intolleranze a tali alimenti. Per evitare ciò, è bene consumare un’ampia varietà di nuovi cibi, mangiandoli non più di una volta ogni tre o quattro giorni.

>>> SUGGERIMENTI PER UNA SALUTE MIGLIORE

1 >>
Mangiare cibi freschi quando possibile, con più colori e gusti. Provare ad avere almeno dieci scelte di cibo differenti al giorno: per esempio avena, frutta a guscio o semi, latte e una banana per colazione; tonno, pollo o formaggio con insalata, fagiolini verdi e pomodori conditi con poco aceto per pranzo; pesce, patate, carote, broccoli e piselli per cena. In questo modo assumiamo dodici alimenti differenti e forniamo all’organismo una grande varietà di sostanze nutritive.

2 >>
Masticare bene il cibo. E’ il primo passo per una buona digestione. Il cibo non masticato adeguatamente viene digerito più lentamente. Molti problemi potrebbero diminuire masticando più a lungo il cibo prima di deglutirlo.

3 >>
Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Contano anche i succhi di frutta o di verdura e le tisane alle erbe. Molto gustoso è anche un bicchiere di acqua calda con una fettina di limone o un po’ di menta. E’ bene invece evitate caffè e thè che sono diuretici e provocano una maggiore eliminazione di liquidi con conseguente perdita di minerali.

4 >>
Tenere un diario di ciò che si è mangiato e bevuto negli ultimi cinque giorni. Tenere d’occhio quali e quanti cibi si sono mangiati e verificare se ce ne sono alcuni che si consumano più frequentemente. Questi sono spesso i primi che possono creare dei disturbi. Se alcuni cibi vengono assunti spesso, è bene provare ad alternarli con altri che forniscano gli stessi elementi nutritivi (come descritto in questa brochure).

5 >>
Evitare cibi rosolati, bruciati o fritti, grassi vegetali idrogenati e grassi animali. I cibi bruciati contengono infatti radicali liberi che possono danneggiare le cellule dell’organismo. Si possono contrastare con gli antiossidanti presenti nel vino rosso, nella frutta e nella verdura.

6 >>
Limitare gli zuccheri, i cibi lavorati con additivi chimici e l’uso di alcol, thè e caffè. A volte può essere necessario effettuare un pasto veloce e conveniente, ma non deve essere la regola.

7 >>
Consumare quotidianamente una piccola quantità di frutta a guscio e semi in modo da garantire un buon apporto di acidi grassi essenziali. Mangiare pesce azzurro almeno tre volte a settimana e utilizzare olii spremuti a freddo sull’insalata (si possono reperire facilmente nei supermercati).

8 >>
Assicurarsi di ricevere un giusto apporto di fibre e acqua, in modo da garantire una buona mobilità intestinale. Una quotidiana regolarità è molto importante per la salute.

9 >>
Fare esercizio fisico regolarmente. E’ basilare per godere di buona salute, ed è un aspetto da non sottovalutare. Ciò supporterà il benessere che sperimenterete dall’avere eliminato i cibi reattivi.

ISTRUZIONI per l’utilizzo del test Food Detective™ >> vedi link
istuzioni FD (pag.1-6)